Tappa 10 – Agroforestazione: la pratica

L’agroforestazione è la deliberata consociazione tra colture agrarie e specie arboree o arbustive perenni, nella stessa unità di superficie, con eventuale presenza della componente animale
L’agroforestazione è:

  • molto diffusa nei paesi della fascia tropicale ed equatoriale
  • quasi scomparsa nei sistemi colturali semplificati dei paesi occidentali ad agricoltura intensiva, dove la monocoltura ha soppiantato i seminativi arborati e i pascoli arborati
  • in corso di rivalutazione in sistemi agricoli innovativi
    • per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità economica ed ambientale
    • per contribuire all’accordo di Parigi sul clima – COP21, che prevede la riduzione del 40% delle emissioni di gas ad effetto serra entro il 2030

Sperimentazione di lungo periodo sui sistemi agroforestali in corso al CiRAA

  • località: Arnino
  • estensione: 40 ettari
  • tesi a confronto:
    • rotazione arativa triennale convenzionale (priva di alberi)
    • rotazione mista settennale convenzionale (priva di alberi)
    • rotazione arativa triennale (silvoarabile)
    • rotazione mista settennale (agrosilvopastorale) pioppo e cereali
  • colture annuali: frumento duro, sorgo e favino
  • prato-pascolo polifita a durata quadriennale con: loietto italico, erba mazzolina, festuca, erba medica e sulla

Le colture erbacee sono consociate con filari policiclici di farnie (Quercus robur – turno 40 anni) e di cloni di pioppo ibrido (Populus spp. – turno 10 anni) a MSA (Migliore Sostenibilità Ambientale) posti cinque metri l’uno dall’altro, pioppo farnia in prossimità̀ dell’affossatura di ogni appezzamento. Per il pioppo sono messe a confronto due diverse densità: 60 e 100 alberi per ettaro
In totale sono stati piantati circa 2000 alberi

Risultati attesi in termini di servizi ecosistemici generati:

  • stoccaggio del carbonio
  • riduzione del rischio di lisciviazione dei nitrati
  • miglioramento del microclima
  • conservazione del suolo e della biodiversità.