L’uso delle colture di copertura (cover crops) fornisce numerosi servizi ecosistemici. Tra i principali, vi sono il miglioramento della fertilità e della struttura del suolo, l’aumento della disponibilità di nutrienti, la riduzione dell’erosione e il potenziamento dell’attività microbica, senza dimenticare il controllo efficace delle infestanti. Il sovescio, in particolare, prevede l’instaurazione di una copertura vegetale con specie seminate, che vengono successivamente trinciate e incorporate nel suolo, un’operazione che contribuisce significativamente a ridurre la pressione delle infestanti, soprattutto quelle annuali.
Per un controllo efficace delle malerbe, è fondamentale seminare specie che producano elevate quantità di biomassa e che crescano rapidamente, così da coprire il terreno il più velocemente possibile e soffocare le infestanti emergenti. Nella scelta delle specie da utilizzare, è importante considerare le condizioni pedoclimatiche locali. Le specie più comuni, sia in coltura pura che in miscuglio, appartengono generalmente alle famiglie delle Poacee, delle Leguminose, delle Brassicacee e delle Boraginacee.
L’utilizzo di miscugli di colture di copertura può aumentare l’efficacia del sovescio nella gestione delle infestanti, rispetto all’impiego di una singola specie. Ad esempio, la combinazione di graminacee e leguminose offre vantaggi complementari: le leguminose producono biomassa e rilasciano azoto, ma sopprimono le infestanti solo per un periodo limitato, mentre le graminacee contribuiscono a ridurre la lisciviazione dei nutrienti durante l’autunno e l’inverno. Un mix ben bilanciato permette di sfruttare i benefici di entrambe le specie, evitando problemi come l’immobilizzazione dell’azoto.
La semina delle colture di copertura viene solitamente effettuata tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, affinché possano stabilirsi rapidamente e coprire il suolo. In tarda primavera, quando la coltura di copertura raggiunge la fase di fioritura o la maturità latteo-cerosa nel caso delle graminacee, viene quindi devitalizzata e sovesciata.